Stringo i denti … e faccio senza
Secondo le statistiche dell’UST del 2022, in Svizzera quasi sei persone su dieci si recano dal dentista nel corso di un anno. Tuttavia, è risaputo che trascurare le cure dentistiche, così come l’igiene orale, comporta un aumento del rischio di problemi di salute dentale . Al contrario, una buona salute orale contribuisce in modo significativo al benessere generale, alla qualità della vita , alla fiducia in sé stessi e alla partecipa¬zione sociale .
Un bel sorriso apre molte porte
«Un bel sorriso apre molte porte», afferma una giovane donna che ha recentemente parte¬cipato a una tavola rotonda organizzata da ATD Quart Monde e dal Soccorso svizzero d’inverno sul tema della salute orale. Ci tiene tuttavia a precisare: «Per me la salute dentale è molto importante». Ma: «Si fa di tutto per evitare le spese e si va dal dentista solo quando non si ha altra scelta.» Una realtà con cui si confrontano molte persone colpite o minacciate dalla povertà. I dati recentemente pubblicati dall’UST mostrano che la povertà rimane una realtà molto diffusa. Nel 2024, l’8,4% della popolazione residente permanente che viveva in nuclei familiari privati era colpita dalla povertà a causa di un reddito troppo basso.
Complessivamente, il 16,4% della popolazione svizzera è considerata a rischio di povertà. Questa percentuale comprende sia le persone in condizioni di povertà sia quelle il cui reddito supera solo di poco la soglia di povertà. I partecipanti alla tavola rotonda hanno vissuto in prima persona l’esperienza della povertà e hanno raccontato le loro difficoltà personali nell’accedere alle cure dentistiche, nonché la neces¬sità di sostegno che vedono nel sistema attuale. In questo contesto, è stata interpellata anche la Società svizzera odontoiatri (SSO) per presentare il proprio punto di vista.
Il legame tra povertà e salute orale
I costi legati alla salute dentale gravano in modo particolare sulle persone a basso reddito. Secondo il rapporto dell’Obsan e i recenti dati dell’Ufficio federale di statistica (UST) del 2023, emerge un chiaro nesso: più il reddito è basso, più spesso le persone rinunciano alle cure dentistiche . Infatti, le persone che si trovano in una situazione finanziaria difficile o molto difficile dichiarano di avere una salute orale cattiva o molto cattiva con una frequenza nettamente superiore rispetto a quelle che godono di una situazione finanziaria favorevole o molto favorevole. Ciò emerge anche dalla testimonianza di una partecipante alla tavola ro¬tonda: «Quando faccio la fila alla mensa dei poveri per mangiare, alcuni, compresi i giovani, dicono di preferire cibi morbidi perché non hanno più i denti.»
La salute orale: una questione intergenerazionale
«Purtroppo, spesso si dimentica che non tutti godono delle stesse condizioni per avere una buona salute dentale. Le condizioni di vita durante l’infanzia rivestono un ruolo particolarmente importante per i denti», spiega un’anziana signora durante la tavola rotonda. Racconta che il servizio dentario scolastico, che oggi funziona bene, non era previsto quando lei era bambina. Fino all’età di 18 anni, è riuscita ad andare dal dentista solo due volte. La mancanza di prevenzione e cure ha lasciato segni profondi. Avendo vissuto in condizioni di precarietà praticamente durante tutta la sua vita, in seguito non ha avuto alcuna possibilità di rimediare a queste negligenze o di recuperare le cure necessarie.
Motivi della mancata copertura
In Svizzera, le prestazioni odontoiatriche sono coperte dall’assicurazione malattia obbligatoria solo in caso di malattia grave e inevitabile dell’apparato masticatorio. Le malattie dentali coperte dall’assicurazione ma¬lattia sono però rare , pertanto i costi delle cure dentali, compresa l’igiene dentale, rimangono generalmen¬te a carico dei pazienti. Secondo un rapporto dell’Obsan del 2025, questa copertura spesso insufficiente da parte delle casse malattia fa supporre che le persone con una cattiva salute orale non soffrano neces¬sariamente di problemi dentali o gengivali perché trascurano l’igiene orale, ma perché non hanno i mezzi per permettersi le cure dentistiche. Anche l’ultima analisi dell’Ufficio federale di statistica conferma questa tesi: nel 2024, le persone di età pari o superiore a 16 anni hanno dichiarato di rinunciare circa 4,2 volte più spesso alle cure dentistiche necessarie – comprese le prestazioni degli igienisti dentali e degli ortodontisti – proprio per motivi finanziari .
L’indagine dell’UST sulle prestazioni sanitarie dei bambini nel 2024 conferma questa tendenza: i bambini provenienti da famiglie in condizioni di povertà ricorrono general¬mente alle cure mediche, ma rinunciano molto più spesso alle cure dentistiche. Ciò dimostra chiaramente che la maggior parte delle persone che vivono in condizioni di precarietà prendono sul serio la propria salute, ma che le loro limitate risorse finanziarie le costringono a fare delle scelte, a rimandare le cure necessarie o a rinunciarvi. È quello che ha affermato anche una partecipante alla tavola rotonda, che per un breve periodo era stata esclusa dall’assistenza sociale, ma riusciva a malapena a sbarcare il lunario: «Dato che dovevo pagare di tasca mia, ho rinunciato alla consueta visita di controllo annuale.»
La nostra esperienza dimostra che spesso le persone che vivono in condizioni di precarietà non hanno nemmeno un accesso adeguato alle cure dentistiche, poiché, oltre agli ostacoli finanziari già menzionati, barriere strutturali e responsabilità poco chiare complicano l’attuazione di un trattamento tempestivo. «È vero che non facciamo necessariamente valere questo diritto alla salute, perché non sappiamo esatta¬mente a quali cure abbiamo diritto», ha sottolineato una persona all’Università popolare di Quart Monde nel marzo 2025, parlando di salute orale. Ciò dimostra che alcune persone interessate si sentono talvolta poco informate quando si tratta di far valere i propri diritti. La Società svizzera odontoiatri (SSO) descrive una procedura chiara da seguire qualora una persona comunichi al proprio dentista le proprie difficoltà finanziarie: se un paziente indica di poter eventualmente avere diritto a prestazioni sociali, gli vengono fornite le informazioni necessarie. In caso di dubbio, gli viene raccomandato di contattare il servizio sociale competente del comune. Inoltre, vengono presentate diverse alternative di trattamento, con costi variabili. Per chi ha vissuto in condizioni di povertà, non è importante solo sapere di poter beneficiare di un sostegno finanziario, ma anche comprendere come funzionano le procedure nell’ambito dell’assistenza sociale o delle prestazioni complementari
I dentisti membri della SSO vengono informati
La Società svizzera odontoiatri (SSO) sottolinea che i dentisti membri della SSO sono in linea di principio ben informati sulle procedure quando le cure sono finanziate dai servizi sociali. Essi redigono piani di trattamento e preventivi in conformità con le direttive cantonali, che vengono generalmente verificati dai servizi competenti. Paralle¬lamente, nel corso di alcuni scambi con persone in situazione di povertà è emersa un’altra esperienza: una partecipante alla tavola rotonda ha riferito di aver constatato che alcuni dentisti non conoscevano bene la procedura applicabile ai trattamenti dei beneficiari dell’assistenza sociale. Ciò suggerisce che possano esistere divergenze tra le disposizioni formali e la pratica effettiva – con conseguenze per le persone inte¬ressate, che necessitano di procedure chiare.
«Stringo i denti … e faccio senza»
Ci sono inoltre altri aspetti da considerare. Le persone colpite o a rischio di povertà si trovano spesso ad affrontare preoccupazioni più urgenti di un appuntamento dal dentista – ad esempio come pagare l’affitto, la bolletta dell’elettricità o la spesa. «Ci sono momenti nella vita, ad esempio quando ci si trova in una situazione abitativa precaria, in cui è molto più difficile prendersi cura dei propri denti», ha spiegato una partecipante alla tavola rotonda. La sua conclusione non sorprende quindi: «Stringo i denti ... e vado avanti», ha risposto alla domanda su come gestisse i suoi gravi problemi dentali.
Conseguenze di una cattiva salute orale
Come accennato all’inizio, una buona salute orale contribuisce in modo significativo al benessere generale. Di conseguenza, eventuali carenze in questo ambito incidono anche sull’autostima, sulla partecipazione sociale e sulla qualità della vita. Inoltre, il dolore e il disagio legati ai problemi dentali possono compromettere gravemente la salute e la gioia di vivere, con conseguenze serie. Uno studio condotto a Ulma (in Germania) dimostra che i disturbi della salute orale sono spesso associati a sintomi psichici quali depressione, ansia e insoddisfazione nei confronti del proprio corpo. L’OMS sottolinea inoltre che la carie non curata, in particolare, ha un impatto negativo sulla qualità della vita e può compromettere sia la salute fisica che l’integrazione sociale e psicologica. Patologie quali la carie e le infiammazioni croniche delle gengive sono inoltre associate a diverse malattie sistemiche quali le malattie cardiovascolari, il diabete o le malattie respiratorie. Una promozione mirata della salute orale può quindi ridurre il rischio di queste gravi malattie e contribuire così a migliorare la salute generale della popolazione.
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Informazioni aggiuntive importanti
Spese dentistiche nell’ambito dell’assistenza sociale
Le direttive della CSIAS, che fanno da riferimento in materia di assistenza sociale, stabiliscono che le spese relative alla visita dentistica annuale e all’igiene dentale sono coperte. I trattamenti dentali più complessi sono finanziati a condizione che siano mediamente necessari e che vengano eseguiti in modo semplice, economico e adeguato. Salvo in caso di emergenza, prima dell’inizio del trattamento
è necessario presentare un preventivo da fare approvare. Le spese vengono quindi rimborsate in base alla tariffa SUVA o alla tariffa sociale del cantone interessato. In caso di trattamenti più consistenti, la libera scelta del dentista può inoltre essere soggetta a restrizioni.
Anche coloro che non percepiscono regolarmente il sussidio sociale possono rivolgersi ai servizi sociali per verificare se, in casi eccezionali, sia possibile ottenere il rimborso di alcune spese, ad esem-pio quando una fattura dentistica imprevista li mette in difficoltà finanziarie. Si veda qui: Linee guida
Spese dentistiche e prestazioni complementari
Anche nel campo delle prestazioni complementari (PC) vale la seguente regola: oltre alle prestazioni complementari annuali, gli aventi diritto possono ottenere il rimborso di determinate spese. Ciò com¬prende le cure dentistiche, purché siano semplici, economiche e adeguate. Le altre condizioni imposte alle persone interessate per il rimborso delle spese (ad esempio, preventivi, trattamenti possibili, ecc.) sono disciplinate dall’assicurazione sociale del cantone in questione.