Famiglie invisibili
La povertà delle famiglie e le sue conseguenze sui bambini e sui giovani sono state al centro della quarta conferenza annuale di Soccorso d’inverno Ticino, svoltasi giovedì 15 ottobre a Villa Ciani a Lugano, con il patrocinio della Città di Lugano.
Dopo le precedenti edizioni dedicate alla collaborazione tra gli attori del settore sociale, al rapporto tra povertà e salute e all’emergenza abitativa, quest’anno la conferenza ha posto l’attenzione sulle famiglie e sulle conseguenze che una situazione di fragilità economica può avere sulle nuove generazioni.
La mattinata ha riunito rappresentanti delle istituzioni, economisti, ricercatori e professionisti del settore sociale, offrendo dati aggiornati, analisi e diverse prospettive sulla povertà familiare in Ticino.
La povertà familiare in Ticino: i dati e le principali criticità
Dopo i saluti istituzionali di Thierry Carrel, presidente di Soccorso d’inverno svizzero, Paola Eicher-Pellegrini, direttrice di Soccorso d’inverno Ticino, e Raffaele De Rosa, consigliere di Stato e direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, la conferenza è entrata nel vivo con gli interventi dell’economista Amalia Mirante e di Alessia Di Dio, coordinatrice di FaMo+ (Famiglie Monoparentali+).
I dati presentati hanno evidenziato una situazione particolarmente preoccupante per il nostro Cantone: in Ticino il 16,5% della popolazione vive in condizioni di povertà assoluta, contro l’8,4% a livello svizzero, mentre il 25,3% è a rischio di povertà, rispetto al 16,4% nazionale. In altre parole, circa una persona su sei vive sotto la soglia di povertà e una su quattro è a rischio.
L’analisi ha inoltre mostrato come avere un lavoro non sia sempre sufficiente a proteggere dalla povertà. Salari insufficienti, responsabilità di cura e difficoltà di conciliazione tra vita professionale e familiare possono compromettere l’equilibrio economico anche delle famiglie in cui gli adulti lavorano.
Particolarmente vulnerabili risultano le famiglie monoparentali, che in Ticino rappresentano oltre una famiglia su quattro tra quelle con figli. Il loro tasso di povertà assoluta è sette volte superiore a quello delle coppie con figli, una disparità che richiama l’attenzione sulle difficoltà economiche e strutturali affrontate da chi cresce i figli da solo.
Le risposte delle istituzioni e le conseguenze sui più giovani
Un focus particolare è stato dedicato alle risposte istituzionali alla povertà familiare, attraverso due interviste condotte da Marco Bazzi a Marco Galli, responsabile dell’Ufficio sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani, e Sabrina Antorini Massa, direttrice della Divisione Socialità della Città di Lugano.
Dal confronto è emersa l’importanza di affiancare agli aiuti economici servizi di sostegno e prevenzione, rafforzando la collaborazione tra istituzioni e facilitando l’accesso alle prestazioni sociali, affinché anche le famiglie più difficili da raggiungere possano ricevere un sostegno tempestivo.
La parte conclusiva, affidata a Lea Schneider, ricercatrice presso la Berner Fachhochschule, ha rivolto lo sguardo alle conseguenze della povertà sui bambini e sugli adolescenti, presentando i risultati preliminari di una ricerca nazionale sulle esperienze delle famiglie in condizioni di povertà lavorativa.
Le difficoltà economiche non si limitano alle rinunce materiali, ma possono incidere sulle opportunità educative, sulle relazioni con i coetanei e sulla partecipazione sociale. Un dato nazionale particolarmente significativo evidenzia che il 24% dei giovani provenienti da famiglie che beneficiavano dell’assistenza sociale durante la loro adolescenza non ha conseguito un diploma del secondario II entro i 25 anni, contro l’8% degli altri giovani. Un divario che richiama l’attenzione sul rischio di trasmissione intergenerazionale dello svantaggio economico.
Dalla riflessione all’azione: il sostegno alle famiglie
Per Soccorso d’inverno Ticino, parlare di povertà familiare significa confrontarsi quotidianamente con le sue conseguenze concrete. Una spesa imprevista, una cura necessaria o il costo di un’attività extrascolastica possono diventare difficili da sostenere quando il budget familiare è già al limite.
«La povertà di una famiglia non dovrebbe determinare le opportunità di un bambino. Eppure sappiamo che crescere in una situazione di fragilità economica può significare rinunciare a esperienze, cure e occasioni che per altri sono scontate. Intervenire oggi significa non solo sostenere una famiglia in difficoltà, ma contribuire a evitare che lo svantaggio economico si trasformi, per i più giovani, in esclusione e minori opportunità per il futuro», sottolinea Paola Eicher-Pellegrini, direttrice di Soccorso d’inverno Ticino.
Accanto agli aiuti finanziari e materiali, l’associazione promuove interventi mirati per rispondere ai bisogni delle persone e delle famiglie in difficoltà.
Tra questi, la collaborazione con SSO Ticino – Società Ticinese dei Medici Dentisti, che favorisce l’accesso a cure odontoiatriche essenziali per persone in situazione di comprovata fragilità economica.
Un’attenzione particolare è rivolta anche ai più giovani attraverso il programma Empowerment per bambini e ragazzi, che sostiene la partecipazione ad attività sportive, musicali e artistiche, contribuendo a contrastare l’esclusione sociale e a offrire opportunità di crescita indipendentemente dalle condizioni economiche familiari.
Un impegno condiviso contro la povertà
La conferenza ha rappresentato un’importante occasione di sensibilizzazione e confronto tra istituzioni, professionisti del settore sociale e cittadini, ribadendo quanto sia fondamentale unire competenze e risorse per prevenire e contrastare la povertà e le sue conseguenze sulle nuove generazioni.
Un sentito ringraziamento a tutti i relatori e ai partecipanti che hanno contribuito ad arricchire il dibattito, così come alla Città di Lugano per il patrocinio dell’iniziativa.
Il servizio di RSI - Il Quotidiano al minuto 07:40